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4:03

Questo blog è nato per parlare e condividere una passione: quella per il makeup. Allo stesso tempo però si tratta anche di uno spazio  personale e per questo vorrei parlare del motivo per cui sono stata assente vari giorni senza pubblicare nuovi contenuti.

La mia vita è stata sconvolta dal terremoto del 20 maggio in Emilia Romagna.

Era una sera di maggio come tante altre, resa più speciale dal fatto che nel mio paese c’era la fiera, l’evento che ogni primavera coinvolge tutta la comunità in una grande festa. L’aria era un po’ più fresca rispetto agli anni precedenti, ma sostanzialmente non era cambiato nulla. Nella mia piccola cittadina non succede essenzialmente un granché, ci si conosce quasi tutti e l’accadimento più grande spesso non va al di là del semplice pettegolezzo. La vita scorre fluida, tranquilla e serena e io mi addormento forte della sicurezza di questa immutabilità. 

In un solo attimo però tutto può essere sconvolto. 

Alle 4:03 sento il mio letto tremare e oscillare da una parte all’altra. Non capisco subito cosa succede e presa dalla paura mi rannicchio su me stessa. La forza per scappare arriva dalla camera accanto, mia sorella urla il mio nome e mi incita ad agire. Non capisco cosa faccio, mi infilo qualche cosa perché fa freddo e ci ritroviamo tutti in giardino. Non facciamo nemmeno in tempo a capire cosa sta succedendo che arriva subito dopo un’altra scossa. La mie gambe sentono la terra sotto i miei piedi tremare ancora violentemente, mentre assistiamo tutti impietriti. Varie scosse si susseguono in breve tempo tutte di elevata intensità. Sono precedute da un boato sordo e allo stesso tempo enorme, un rumore agghiacciante che viene dal profondo della terra e che non saprei paragonare a nessun altro. 

Trema tutto.

La terra trema ancora o sono le mie gambe? Miliardi di pensieri e stati d’animo affollano la mia mente in quei minuti: disperazione, ansia, paura e consapevolezza di non poter fare proprio nulla. Alla 5 circa la terra trema ancora con forza: vedo la mia casa oscillare da una parte all’altra. Non posso far altro che pensare: “E’ la fine!”. Secondi di interminabile terrore, urla e pianti in sottofondo. La gente affolla le strade come neanche nelle domeniche di primavera si è mai visto. Le facce impaurite, spaesate. Chi chiama i parenti, chi cerca il cane fuggito per la paura, chi è sotto shock. Il sole comincia a spuntare all’orizzonte e la luce ci dà la falsa certezza di essere al sicuro. Cerco di ricompormi e di recuperare una giacca perché fa ancora freddo. Cammino per il mio quartiere, case di amici con spaventose crepe, pezzi di muro crollati; mi dirigo poi verso il centro dove mi accorgo che molti luoghi della mia infanzia sono stati cancellati in un attimo. Dopo lo shock in cui l’unico pensiero è quello di sopravvivere, comincio progressivamente a realizzare la gravità di tutto quello che è accaduto. 

Passano i giorni e si vorrebbe poter dimenticare e ricominciare, ma il terremoto non ci abbandona, purtroppo. L’evento sta lasciando tracce profonde nelle vite di tutti noi. Moltissime scosse più o meno potenti scandiscono le giornate vissute in un continuo stato d’ansia, in cui cerchi di non pensarci e dedicarti alle cose da fare, ma in realtà ti chiedi solo: quando tremerà ancora? Il terremoto è sempre lì: nei tuoi pensieri, in ogni vibrazione, in ogni tremolio.

La vita però deve andare avanti, bisogna ricominciare.

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3 commenti su “4:03

  1. Io sono stata fortunata perchè a Bologna si è sentito, mi sono svegliata, mi sono preoccupata ma non è successo niente di grave. Conosco molte persone che non hanno avuto danni materiali, ma hanno sempre paura e hanno un’angoscia che non si riesce a rimediare. Speriamo che la terra smetta di sussultare!

  2. Ciao miss umetta,
    spero che tu ed i tuoi cari stiate tutti bene e al sicuro.
    Tanti chilometri ci separano, ma voglio mandarti un caloroso abbraccio attraverso la rete.
    Coraggio!!!
    🙂

    • Cara Valens,
      Grazie per la tu vicinanza in questi momenti è davvero importante sapere che non si è lasciati soli!La mia famiglia sta bene, ma quando ho scritto questo post il 27 non sapevo che poco dopo sarebbe ritornato l’inferno! I luoghi della mia infanzia sono andati polverizzati, le fabbriche sono cadute portandosi via i volti di una vita. Siamo in ginocchio e le scosse non si fermano, intanto orribili sciacalli cercano di privare persone già disperate di quello che resta..spero un giorno finirà tutto questo, e potremo forse tornare a respirare. Grazie ancora per la vicinanza, è davvero importante, un abbraccio

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